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IGF2019 a Berlino, inclusività e collaborazione per difendere la libertà di Internet

Dal 25 al 29 novembre si tiene a Berlino la 14esima edizione dell’Internet Governance Forum (IGF), lo spazio di dialogo all’interno del quale si definiscono le politiche di Internet, come la sostenibilità della rete, la sua stabilità e sicurezza, le prospettive di sviluppo, il digital divide e l’accesso.

IGF ha un modello di partecipazione, discussione e decisione definito multi-stakeholderism, coinvolge istituzioni, il settore privato, le organizzazioni non governative come le associazioni di utenti e di cittadini, università e centri di ricerca.

Per la prima volta, quest’anno il forum è ospitato a Berlino, nel trentennale della caduta del Muro, ed è proprio il ricordo di quel muro a fare da filo conduttore nelle presentazioni di apertura dei lavori da parte del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e della Cancelliera tedesca Angela Merkel. Nel loro messaggio congiunto, essi hanno incoraggiato i presenti a lavorare insieme per definire degli standard comuni che permettano uno sviluppo delle tecnologie digitali che vadano a beneficio del mondo e non a suo detrimento. Guterres ha menzionato la responsabilità collettiva di dare una direzione a queste tecnologie affinché, dopo 30 anni dalla caduta del Muro, non si creino dei nuovi muri virtuali per separare le persone. Serve una visione comune per un Internet comune, o, come ricorda lo slogan di IGF2019: one world, one net, one vision.

E mentre il mondo è certamente uno, l’obiettivo di un'unica rete come luogo libero, sicuro, aperto ed accessibile è messo a rischio da tre principali minacce: il divario digitale, il divario sociale ed il divario politico. I numeri del divario digitale sono noti, circa 3,6 miliardi senza accesso ad Internet e, in particolare, proprio all’interno dei Paesi in via di sviluppo, dove la rete e le tecnologie digitali potrebbero avere un impatto economico importante, più dell’80% della popolazione è ancora offline. Il gender gap è anche un aspetto di questo divario che vede le donne fortemente sottorappresentate nel settore ICT (sia privato che accademico) e con un accesso alla rete minore rispetto agli uomini. Il divario digitale, poi, aggrava il divario sociale, il quale può sfociare in conflitto. A questo si aggiunge quello che Guterres definisce un gap politico, ossia da una parte vi è ancora scarsa competenza tecnica da parte della classe dirigente, e ciò fa sì che il processo legislativo non riesca a stare al passo con il progresso tecnologico, mentre dall’altra le divergenze geopolitiche mondiali si stanno traducendo anche in cyberwarfare a bassa intensità nella rete, il che sta portando verso ulteriori fratture nella rete. È necessario ristabilire dei meccanismi di fiducia e collaborazione, per questo il Segretario Generale e la Cancelliera hanno invitato i presenti, rappresentanti di paesi, aziende e società civile di tutto il mondo, a riunirsi per concordare dei principi base da rendere degli standard condivisi tra tutti.

Nelle note finali, il Segretario Generale ha annunciato l’istituzione di un Technological Envoy (Inviato Tecnologico) affinché lavori con governi, industria e società civile per portare avanti dei framework internazionali che aiutino a superare il divario sociale, mettendo le persone al primo posto nel futuro digitale. È quindi necessario, come conclude Merkel, “pensare globale per una rete globale, perché Internet ha un impatto su tutti, anche su coloro che non hanno ancora accesso a Internet. Per questo è importante estendere l’accesso alla rete e rendere inclusiva la digitalizzazione”.

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